24 Giu LA VITA DI LUANG PHOR THUAD
Hari OM, ben ritrovati a tutti voi cari studenti di YOGADELRESPIRO.it. Oggi desideriamo condividere con voi la storia della vita del venerato monaco buddista Phra Luang Phor Thuad perchè ha le caratteristiche di una meravigliosa leggenda. Luang Phor Thuad, infatti, ha vissuto una vita molto speciale.
Phra Luang Phor Thuad è nato nel 1582 nel villaggio di Suan Chan, distretto di Chumpol, Sathing Phra a Songkla, nel sud della Thailandia, da una famiglia di contadini. I suoi genitori, Khun Hu e Mae Chan, lavoravano la terra per Shrentthi Pan, un ricco proprietario terriero. Al neonato fu dato il nome Phor (o Phu) che significa granchio.
I suoi genitori erano soliti portare Phu con loro al lavoro già dall’età di 6 mesi e la madre lo metteva su di un telo all’ombra sotto un albero mentre lavorava nella vicina risaia.
Un giorno la madre tornò dal figlio per dargli da mangiare e vide, spaventatissima, un grosso pitone che lentamente stava avvolgendo suo figlio. Chiamò immediatamente aiuto e i vicini e i contadini si precipitarono dalla madre, ma il pitone era immobile, completamente avviluppato intorno al bambino e nessuno sapeva cosa fare.
La madre, ricordando antiche leggende, ebbe improvvisamente l’ispirazione che il pitone potesse essere la reincarnazione di una Deità. Seguendo il suo sentire raccolse sette fiori di diverso colore e li posò davanti al pitone, chiuse gli occhi e cominciò a pregare. Il pitone, quando sentì la preghiera sputò una sfera di cristallo e si allontanò lentamente nella foresta. Tutti rimasero molto sorpresi dall’evento e affollandosi intorno al bambino volevano vedere la sfera di cristallo. La madre prese suo figlio e la sfera di cristallo e si precipitò a casa.
Un ricco signore, quando venne a conoscenza di questo evento, offrì molti soldi ai genitori per la sfera di cristallo, ma quando i genitori si rifiutarono l’uomo esercitò forti pressioni sulla famiglia minacciandoli e li costrinse a vendergliela.
Il ricco signore era estremamente soddisfatto di avere ottenuto la sfera di cristallo ma dopo tre giorni tutti i suoi familiari e lui stesso si ammalarono gravemente. Consultò allora un monaco che gli disse che si erano ammalati perché lui possedeva qualcosa che non gli apparteneva. Temendo il peggio, il ricco signore restituì la sfera di cristallo ai genitori di Luang Phor Thuad e dopo tre mesi la sfera iniziò a portare grande prosperità alla famiglia e tanti soldi iniziarono ad affluire.
Purtroppo, per gelosia, i vicini dei genitori rubarono la sfera di cristallo per avere anche loro la fortuna dalla loro parte, ma non ottennero ricchezze e vennero inseguiti dal fantasma del pitone. Per sfuggire a questo spirito, gettarono la sfera di cristallo in un pozzo.
I genitori di Luang Phor Thuad sognarono un fantasma che disse loro dove trovare la sfera di cristallo e la recuperarono, diventando grandi devoti al Buddha e ai monaci ed iniziarono a costruire templi e ad aiutare i poveri.
All’età di cinque anni, Luang Phor Thuad andò al tempio del suo villaggio per apprendere le saggezze del Buddha e qui si rivelò essere un bambino prodigio, tanto da imparare tutte le materie in un solo anno. Si recò, quindi, nei villaggi circostanti e poi attraverso la giungla in altri villaggi per imparare il più possibile da altri monaci.
A sette anni, Luang Phor Thuad fu mandato a studiare con l’Abate Chuang, suo zio, al Wat Luang Kudi. Ordinato monaco novizio a dodici anni, studiò al Wat Sri Ku-Yang sotto Phra Khru Saddhammarangsi e poi a Wat Sri Ku-Yang con Phra Khru Ka Derm, completando la sua istruzione di base nel Dhamma e nella lingua Pali. A vent’anni ricevette il nome monastico Samiramo.
Luang Phor Thuad rimase in questo monastero fino ai 30 anni, quando gli fu detto che suo padre era morto all’età di 77 anni. Egli allora partì per Ayutthaya per approfondire gli studi buddhisti.
Durante il viaggio, una violenta tempesta si abbatte’ sulla barca su cui si trovava e tutta l’acqua potabile fu gettata fuori bordo. Tutti sulla barca sopravvissero alla tempesta ma dopo pochi giorni iniziarono a patire la sete.
Gli altri passeggeri sulla barca accusarono Luang Phor Thuad di portare sfortuna e di avere causato prima la tempesta e poi la perdita di acqua potabile. Luang Phor Thuad chiese al capitano di fermare la barca. Mise una gamba in mare e disegnò un cerchio nell’acqua salata con il piede, ordinando poi ad un marinaio di raccogliere l’acqua dal centro del cerchio. Il marinaio fece come gli era stato chiesto e con grande sorpresa tutti scoprirono che l’acqua nel cerchio era diventata acqua dolce. Dispiaciuti, tutti i passeggeri si inchinarono davanti a Luang Phor Thuad implorando il suo perdono.
Arrivato ad Ayuthaya, Luang Phor Thuad percorse diversi chilometri fino a raggiungere un maestoso tempio, dove però venne rifiutato perché considerato povero per i suoi umili vestiti. Trovò ospitalità in un vecchio tempio, dove venne accolto e iniziò a studiare tesi e meditazioni buddhiste.
Dopo circa sei mesi, l’allora reggente di Ceylon (Sri Lanka) volle mettere alla prova la conoscenza dei monaci in Thailandia. Per questo inviò 7 monaci ad Ayuthaya, che portarono con loro 12 ciotole con 84.000 parole. Queste parole dovevano essere disposte entro una settimana in modo tale da creare un Sutra (preghiera). Se il compito fosse stato completato, il re di Ceylon avrebbe offerto 7 barche d’oro al re del Siam. Se il compito non fosse stato portato a termine, la sovranità del Siam sarebbe stata trasferita a Ceylon.
Il re della Thailandia riunì tutti i monaci allora conosciuti per portare a termine la prova del Sutra e molti ci provarono ma senza successo. La quarta notte al re apparve in sogno un elefante bianco circondato da una brillante luce bianca e venne considerato un buon segno.
Il sesto giorno, Luang Phor Thuad uscì dal suo tempio per elemosinare del cibo. Arrivato a casa di un uomo molto ricco, Luang Phor Thuad sentì la gente parlare del problema del re.
Quando il padrone di casa si accorse che un monaco era giunto alla sua porta elemosinando del cibo, ebbe un presentimento e andò lui stesso ad accoglierlo, discutendo con lui del problema del re e gli chiese se potesse aiutarlo. Luang Phor Thuad si dichiarò disponibile ed il ricco signore informò immediatamente il re.
Questo signore avrebbe voluto partire per raggiungere il re la sera stessa, ma Luang Phor Thuad indicò che non dovevano affrettarsi e che sarebbero partiti la mattina successiva.
La mattina partirono molto presto per raggiungere il re e quando arrivarono entrarono in una grande sala dove si trovavano già i 7 monaci e le 12 coppe contenenti le parole. Luang Phor Thuad salutò il re e i 7 monaci di Ceylon, dopodiché le parole furono mescolate sul tavolo. Luang Phor Thuad chiuse gli occhi e iniziò a disporre le parole: dopo circa quindici minuti alzò lo sguardo e disse al re che mancavano 5 parole della preghiera.
I 7 monaci rimasero in silenzio finché il re non disse che se le 5 parole non fossero riapparse molto rapidamente, avrebbe ucciso il colpevole. Subito il colpevole mise sul tavolo le 5 parole mancanti e Luang Phor Thuad completò il Sutra in perfetto ordine.
Riconoscendo che i monaci thailandesi erano sovrani, i 7 monaci di Ceylon presentarono al re del Siam le 7 barche d’oro. Grazie alla abilità di Luang Phor Thuad e alla sua saggezza, egli salvò il regno dalla sottomissione e si guadagnò fama e rispetto. Nominato monaco favorito di Re Ekadasaroth, ricevette il titolo di “Somdej Phra Rajamuni Samiramagunupamacarya”, il più alto riconoscimento nella Sangha.
Luang Phor Thuad rimase ad Ayuthaya ancora per qualche anno e se ne andò solo dopo avere ricevuto il messaggio che sua madre era gravemente malata. Tornò al sud e poco dopo il suo arrivo a Singora sua madre morì. Rimase a Singora fino a quando vi giunse un governatore del sud di nome Phang che voleva lasciarsi alle spalle il suo passato negativo e farsi un merito costruendo un tempio a Pattani e cercava un monaco da nominare responsabile.
Una sera il governatore Phang vide un vecchio monaco che mentre camminava sulla spiaggia vi lasciava una scia di luce. Capì subito di aver trovato il monaco che stava cercando e raccontò la sua storia a Luang Phor Thuad. Luang accettò e partì per Pattani con il governatore Phang. Alcuni anni dopo, quando il tempio fu terminato, gli fu dato il nome di ChangHai, ed oggi il Tempio è ancora esistente. Phra Luang Phor Thuad fu qui Abate fino alla sua morte.
In breve, Phra Luang Phor Thuad è stato uno dei monaci più importanti del suo tempo, considerato divino, e ha portato forza e protezione alle persone per oltre 300 anni. Si dice che i suoi amuleti e le sue effigi siano considerati tra gli amuleti più potenti e che proteggano chi li indossa da pericoli e incidenti.

Luang Phor Tuad
Articolo redatto da: Desktop Office di Davide R. Diesi |Istruttore Mental Coach CSEN & YA Yoga Teacher E-RYT® 500, E-RYT® 500, RYT ® 500, YACEP®, YOGABODY® Breathing Coach, YOGABODY® Stretching Coach, PADI® FreeDiver, INDIA Professional Yoga Member of IYA – Indian Yoga Association.

Davide Russo Diesi