27 Feb MAHA SHIVARATRI
Il Shivaratri per i devoti di Shiva, una tra le più importanti Deità Induiste, è la festività spirituale più solenne dell’anno del calendario induista. Il 14° giorno della metà oscura (luna calante) di ogni mese lunare è particolarmente sacro a Shiva, ma quando cade nel mese di Magha (gennaio-febbraio) e soprattutto nel mese di Phalguna (febbraio-marzo) acquisisce il titolo di Mahashivaratri, Grande Shivaratri, perchè a livello cosmico e astrologico si genera una potente energia trasformatrice. Quest’anno il Mahashivaratri cade tra il 26 e il 27 febbraio.
Shiva, all’interno della Trimurti, la Trinità induista che comprende anche Brahma e Vishnu, è l’Essere supremo che crea, protegge e trasforma l’universo. Shiva è anche il vuoto infinito, perchè tutto viene dal vuoto e torna al vuoto, è Signore supremo, che in questa particolare notte dispensa grandi benedizioni spirituali a chi con cuore e devozione sinceri si pone in adorazione e contemplazione.
Nella filosofia dello Yoga, Shiva è considerato come il signore dello Yoga, Yogeshvara, e la sua relazione con la pratica dello Yoga è profonda e significativa: Shiva è l’Adiguru , il primo maestro che ha rivelato questa antica scienza al mondo.
Mitologia
Il Maha Shivaratri ha origine nella mitologia induista, attraverso molteplici leggende che ne spiegano il significato cosmico e spirituale. Come molte feste induiste, è collegata a narrazioni diverse, di cui diamo un breve cenno di seguito: l’attenzione, però, è sempre focalizzata sulla devozione e sul culto piuttosto che su un unico aspetto mitologico.
- L’unione dell’energia maschile Shiva con l’energia femminile Parvati. Secondo lo Shiva Purana, un testo sacro induista, il Maha Shivaratri commemora il matrimonio divino di Shiva, associato alla coscienza, e la dea Parvati, che rappresenta Shakti, l’energia. Da questa unione scaturisce una potente energia che da vita a tutto il Creato.
- Lingam di Shiva. Il Linga Purana collega la festa al lingodbhava (una delle manifestazioni di Shiva), l’emergere del lingam, l’uovo cosmico che ha fecondato la creazione e che simboleggia la natura senza forma e infinita di Shiva. Si ritiene che coloro che adorano il lingam questa notte ricevano grandi benefici spirituali e si avvicinino al raggiungimento della moksha, la liberazione, il risveglio.
- Samudra Manthana. La leggenda dice che durante il Samudra Manthana, la zangolatura dell’oceano di latte, gli Dei e gli asura (demoni) cercarono l’amrita, l’elisir di immortalità. Durante questo processo ne scaturì anche il veleno mortale halahala. Per salvare la creazione, Shiva bevve il veleno, trattenendolo in gola. Il Maha Shivaratri onora questo atto, celebrando Shiva come il protettore dell’universo.
- Tripurantaka. Si celebra Shiva come Tripurantaka, il distruttore di Tripura, tre città fortificate governate dai fratelli asura Tarakaksha, Kamalaksha e Vidyunmali. Concesso un vantaggio da Brahma, le città in movimento potevano essere distrutte solo quando allineate, una volta ogni mille anni. Quando arrivò il momento, Shiva scoccò un’unica freccia, distruggendole, simboleggiando il trionfo del bene sul male.
Rituali e pratiche
Il giorno precedente al sorgere del sole i devoti iniziano i preparativi per la festività del Maha Shivaratri e proseguono con le celebrazioni, per tutta la notte, fino al giorno successivo.
Si inizia con un bagno di purificazione, seguito dal digiuno, spesso assumendo solo frutta, latte e noci. Case e Templi sono decorati con foglie, fiori e lampade di bilva (albero sacro a Shiva). La pratica principale è l’abhishekam, un antico rituale in cui si versano acqua, latte, miele, yogurt e burro chiarificato sulla divinità, mentre si cantano dei mantra. Il principio di base è che offrendo alla statua questi elementi purifichiamo e ripuliamo le nostre menti dai numerosi pensieri negativi e dalle cattive abitudini.
I devoti cantano il mantra Om Namaḥ Shivaya (mi inchino a Shiva) e recitano inni dallo Shiva Purana. La pratica più importante è la Jagaran, la veglia notturna, durante la quale la notte viene divisa in char prahar, quattro parti, e in ogni fase si recitano delle preghiere. Alcuni devoti tengono accesa una lampada a olio come simbolo di consapevolezza interiore, mentre altri praticano la meditazione. Il digiuno viene interrotto la mattina successiva con un pasto semplice dopo le preghiere, che segna il completamento dell’osservanza.
Il Maha Shivaratri viene osservato nel vero spirito del termine solo quando si rinuncia alle cattive qualità e si ricerca l’Amore Divino. La semplice veglia non è sufficiente: bisogna contemplare Dio incessantemente e con un’adeguata vigilanza e una salda devozione, questa sia la notte in cui si può raggiungere un salto di coscienza.
Celebrazioni
Maha Shivaratri viene celebrato in tutta l’India con rituali distinti che riflettono le tradizioni locali. La comunità bramina dei Pandit del Kashmir lo osserva come Herath, con rituali particolari, come l’ammollo delle noci nell’acqua, per essere condivise come prasad (cibo offerto e benedetto da una divinità).
Nell’Himachal Pradesh, la fiera Mandi Shivaratri al Tempio di Bhutnath comprende spettacoli culturali e una tradizionale processione reale.
Il Tempio Kashi Vishwanath a Varanasi, Uttar Pradesh, attira migliaia di devoti durante la giornata. Si bagnano nel fiume Gange, cantando “Har har Mahadev”.
A Ujjain, Madhya Pradesh, il Tempio Mahakaleshwar esegue l’aarti bhasma dove la divinità viene unta con la cenere sacra all’alba.

Il Signore Shiva – Dio della Trimurti.
Articolo redatto da: Desktop Office di Davide R. Diesi |Istruttore Mental Coach CSEN & YA Yoga Teacher E-RYT® 500, E-RYT® 500, RYT ® 500, YACEP®, YOGABODY® Breathing Coach, YOGABODY® Stretching Coach, PADI® FreeDiver, INDIA Professional Yoga Member of IYA – Indian Yoga Association.