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YOGA E RESILIENZA

Yoga e resilienza: l’equilibrio tra scienza e spiritualità nell’incertezza dei nostri tempi

Hari Om cari lettori e studenti di YOGADELRESPIRO.it., oggi vogliamo soffermare l’attenzione su quanto la pratica dello Yoga possa essere uno strumento estremamente utile nell’aiutarci a comprendere e a gestire quegli avvenimenti della vita che scatenano in noi ansia, turbamenti e paura. Sia che si tratti di eventi personali, o che siano su scala globale, la pratica dello Yoga ci accompagna e sostiene nello sviluppare la resilienza interiore.

Oggi viviamo infatti in un’epoca in cui profondi cambiamenti, instabilità sociale ed economica, innovazioni tecnologiche rapidissime, sovraccarico di informazioni anche discordanti e ritmi di vita sempre più intensi, rendono l’incertezza un compagno costante della nostra vita che impatta sul nostro equilibrio interiore.

La resilienza non è soltanto la capacità di “resistere”, ma di trasformare le difficoltà in occasioni di crescita, di riorganizzare la propria interiorità di fronte alle sfide e di ritrovare un senso di direzione. Lo Yoga, con la sua unione di corpo, mente e respiro si rivela un alleato prezioso in questo percorso.

Paramhansa Yogananda, uno dei grandi Maestri Indiani che ha portato lo Yoga in Occidente, ricordava che la pace interiore non dipende dagli eventi esterni, ma dalla capacità di connettersi con una fonte di serenità che risiede dentro di noi. I suoi insegnamenti invitano a ricercare “l’equilibrio imperturbabile” attraverso la meditazione, il controllo del respiro e l’introspezione.

Yogananda affermava che l’essere umano, quando si allinea al proprio centro interiore, sviluppa una forza elastica, capace di adattarsi al cambiamento senza perdere la direzione. Questa è, in fondo, la vera natura della resilienza: non cercare di annullare le emozioni, ma attraversarle mantenendo un contatto saldo con ciò che siamo realmente, con le nostre radici profonde.

Yogananda definiva il respiro come “un filo che lega la mente all’Anima”. Quando la mente si turba, il respiro diventa disordinato, agitato e si verifica un aumento della frequenza cardiaca. Quando il respiro si placa e torna ampio e profondo, anche la percezione della realtà si fa più chiara. Diventa più facile non reagire impulsivamente agli eventi, ma osservarli con lucidità.

Oggi la scienza conferma pienamente questa intuizione.

Le tecniche di respirazione yogica (pranayama) infatti, influenzano il sistema nervoso autonomo, in particolare:

  • attivano il sistema parasimpatico, responsabile del rilassamento e della rigenerazione;
  • riducono cortisolo e adrenalina, gli ormoni dello stress;
  • migliorano l’attenzione e la regolazione delle emozioni.

 

Alcuni studi neuroscientifici degli ultimi anni hanno evidenziato, infatti, come la respirazione lenta e consapevole sincronizzi l’attività delle aree cerebrali coinvolte nella gestione dell’ansia, come l’amigdala e la corteccia prefrontale.

Questo significa che la tradizione millenaria degli Yogi, che si basa sull’unione di corpo, mente e spirito, sul raggiungimento dell’armonia interiore e della liberazione spirituale (moksha), trova riscontro ed è dimostrabile anche a livello scientifico.

Il nostro corpo diventa un laboratorio espressivo di resilienza: ogni asana, ogni movimento fluido, ogni posizione mantenuta in equilibrio diventa un micro-allenamento alla resilienza, permettendoci di riconoscere e rimanere nel disagio senza esserne travolti, di gestire lo sforzo, di ritrovare la stabilità quando la nostra mente va in affanno e di osservare il nostro respiro e controllarlo. Il corpo, insomma, diventa un terreno di contenimento delle nostre tensioni e di apprendimento, un luogo fisico e mentale in cui fermarsi, respirare e “sentire”.

La pratica dello Yoga implica un allenamento costante alla presenza mentale. Grazie alla meditazione e alla concentrazione sul momento presente, diventa possibile osservare meglio ciò che accade dentro e fuori di noi. Questo non significa accettare passivamente le situazioni, ma comprenderle con maggiore lucidità e agire di conseguenza in modo più consapevole.

Trovare un equilibrio non significa quindi eliminare le difficoltà, ma imparare a non perdere sé stessi mentre le si attraversa. Lo Yoga ci ricorda costantemente che la stabilità non arriva dall’esterno, ma si coltiva all’interno di noi stessi, un respiro dopo l’altro.

Lo Yoga non è una via di fuga dalla realtà, ma un ritorno ad una realtà più autentica che spesso dimentichiamo: quella del nostro corpo, del nostro respiro, della nostra interiorità.

Praticare lo Yoga significa costruire uno “scudo” di resilienza gentile e avvolgente, capace di sostenerci senza irrigidirci, una forza interiore che nasce dalla consapevolezza e non dal controllo.

Lo Yoga ci insegna che possiamo reagire agli eventi con flessibilità, senza esserne travolti o spezzati, presenti senza esserne sopraffatti, ritrovando quell’equilibrio interiore che è già esistente dentro di noi, ma viene messo a dura prova da tutti quegli eventi che si susseguono in ogni aspetto della nostra vita, ai quali la nostra mente reagisce con risposte immediate e a lungo termine che includono la attivazione della risposta “lotta o fuga”. Lo Yoga rafforza la capacità di adattamento a tali eventi, promuovendo un senso di pace interiore e benessere. 

Articolo redatto da: Desktop Office di Davide R. Diesi |Istruttore Mental Coach CSEN & YA Yoga Teacher E-RYT® 500, E-RYT® 500, RYT ® 500, YACEP®, YOGABODY® Breathing Coach, YOGABODY® Stretching Coach, PADI® FreeDiver, INDIA Professional Yoga Member of IYA  – Indian Yoga Association.

 

Davide Russo Diesi | YA Yoga Teacher

Davide Russo Diesi